Attilio Randich | Fisioterapista Latina | Terapia Manuale
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Terapia Manuale

Che Cos’è?

La terapia manuale ortopedica è una branca specialistica della fisioterapia. Si occupa della gestione delle condizioni neuro-muscolo-scheletriche, è basata sul ragionamento clinico ed usa un approccio terapeutico altamente specifico, che include tecniche manuali ed esercizi terapeutici.

Il Massaggio

E’ nella cura del corpo, è quella pratica che differenzia un bravo terapista da uno mediocre ed un centro di fisioterapia professionale da uno “commerciale”.
Il massaggio, in particolare quello terapeutico, rappresenta un elemento fondamentale ed imprescindibile in tutti i protocolli di riabilitazione della quasi totalità di patologie che vengono trattate presso il nostro centro.

  • La massoterapia – ovvero il massaggio terapeutico – presenta numerose applicazioni in medicina riabilitativa, sportiva, vascolare, e in reumatologia, l’azione globale del massaggio fa sì, che il suo campo di applicazione sia più vasto di quanto normalmente si immagini.
    Massaggio terapeutico (massoterapia), la cui finalità è ristabilire totalmente o parzialmente la funzionalità di organi malati tramite specifiche manualità massoterapiche. In questa categoria di massaggi rientrano, oltre al massaggio terapeutico classico, il linfodrenaggio, il massaggio connettivale (miofasciale, neuroconnettivale) ed il massaggio trasverso profondo.
  • Massaggio sportivo specifico per le attività agonistiche (in cui si possono avere grosse sollecitazioni di muscoli, tendini e articolazioni). Questo tipo di massaggio si differenzia, a sua volta, in: massaggio sportivo pre-gara ossia di preparazione al gesto atletico (con manualità elasticizzanti e vascolarizzanti); massaggio sportivo post-gara che mira a velocizzare al massimo il recupero fisico dopo lo sforzo muscolare (con azione drenate,
    defaticante e miorilassante ossia di decontrazione muscolare);massaggio sportivo infra-gara che utilizza manualità del massaggio pre-gara e post-gara in base alle caratteristiche fisiologiche dell’atleta e dell’attività sportiva.

Riabilitazione

Letteralmente: ri-educare, ossia educare nuovamente una funzione, il cui uso corretto è stato limitato o perso.
Per rieducare una funzione ci si avvale dell’esercizio fisico a scopo terapeutico. Viene utilizzata la mobilizzazione (sia passiva che attiva), il rinforzo muscolare (attraverso sollecitazioni isometriche, isotoniche ecc..) e la propriocettiva (pedane, tavolette ecc…).
Particolarmente adatta a migliorare problematiche croniche, al recupero dopo un trauma o dopo un intervento chirurgico.
I campi di applicazione sono molteplici; È fondamentale avviare un programma di riabilitazione personalizzato per permettere al corpo di recuperare al meglio la propria funzionalità.

Infatti gli obiettivi principali della rieducazione sono:

  • Diminuire o far scomparire del tutto il dolore;
  • Normalizzare le disfunzioni delle strutture neuro-muscolo- scheletriche, ristabilendo motilità articolare, equilibrio della forza muscolare e coordinazione;
  • Recuperare la funzione persa per permettere il re-inserimento della persona in ambito lavorativo, sportivo e sociale.

Riabilitazione dello Sportivo

In questo ramo della riabilitazione sono molto diffuse anche le tecniche di bendaggio, taping e kinesiotaping  che, in fase acuta, consentono di limitare il gonfiore dovuto al trauma, mentre durante la fase del ritorno in campo permettono di dare sostegno e salvaguardare la parte lesa in modo da ridurre il rischio di ricaduta dell’infortunio, conferendo maggiore sicurezza all’atleta che
torna ad allenarsi.
Oltre alla gestione della parte fisica del paziente sportivo è molto importante anche quella psicologica per cui il soggetto in caso di depressione per il non svolgimento dell’attività andrà continuamente motivato, mentre bisognerà porre dei limiti nel caso di un atleta che si sente bene e pensa di poter aumentare il carico di lavoro andando a sovraccaricare le strutture corporee o a compiere gesti motori, che potrebbero risultare poi nocivi, evitando così la ricomparsa dell’infortunio.
Una parte molto importante della riabilitazione sportiva è anche la prevenzione dell’infortunio, per cui compito del fisioterapista sarà anche quello di dare indicazioni su quali esercizi ed allungamenti muscolari svolgere sia  durante la fase di riscaldamento che al termine della seduta di allenamento in modo da prevenire l’insorgenza di infortuni nel caso di atleti sani, o le eventuali recidive in caso di atleti che hanno appena recuperato la condizione fisica.

Ginastica Posturale

Il Metodo Mézières non è semplicemente una “ginnastica posturale”, ma si tratta in realtà di un lavoro correttivo; Il principio base da cui partì Françoise Mézières fu l’osservazione che:
“Il corpo è schiacciato dalla propria forza-peso, vale a dire dalla propria forza muscolare, dalle ipertonie, dagli stati di tensione e contrazione, dalle perdite di elasticità”
e che, inoltre:
“Ogni muscolo del corpo è collegato all’altro e sovrapposto come “tegole” di un tetto andando a costituire diverse catene muscolari”

Da queste sue intuizioni, e dalle conseguenti deduzioni sviluppate a partire da esse, prenderanno spunto anche altre correnti di pensiero cha daranno vita a diverse tecniche come,ad esempio la Rieducazione posturale di Marcel Bienfait, l’Antiginnastica di Thérèse Bertherat, il metodo Monari, l’R.P.G. e molti altri che compresero l’importanza e la fondatezza delle sue osservazioni.
Il Metodo Mézières trova grande indicazione nelle situazioni in cui si vede necessario ripristinare il corretto equilibrio osteo-muscolo- articolare in ambito funzionale, ed ha per questo motivo una grande varietà di campi di applicazione:

  • Patologie del rachide o vertebrali (cervicalgie,cervicobrachialgie,lombalgie,lombosciatalgie,etc…)
  • Problematiche articolari (gonartrosi, coxartrosi, periartrite scapolo-omerale)
  • Distonie (iper/ipo-tonie) muscolari (iperattivazioni muscolari, retrazioni della catena cinetica posteriore, sindrome dell’angolare, sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore,fasciti plantari, talloniti,  cervicalgia miotensiva, ecc…)
  • Dismorfismi (scoliosi,  iperlordosi, ipercifosi, ginocchia valghe/vare, piede piatto/cavo)
  • Medicina preventiva (per la prevenzione di contratture, stiramenti, strappi, tendiniti negli sportivi).

L’obiettivo di queste differenti posture ed esercizi è quello di andare a favorire l’allungamento dei muscoli privi di elasticità, ipertonici o accorciati, e al tempo stesso quello di riattivare e tonificare quelli che invece risultano ipotonici o inefficaci nella loro funzione di agonisti/antagonisti, cosi da ripristinare la loro corretta armonia funzionale.

Trattamento Manipolativo

La Terapia Manuale Ortopedica è una specializzazione della fisioterapia per il trattamento delle patologie neuro-muscolo- scheletriche, basata sul ragionamento clinico, che utilizza approcci di trattamento altamente specifici, i quali includono le tecniche manuali e gli esercizi terapeutici, ed è guidata dalle prove di efficacia cliniche scientifiche disponibili e dalla struttura biopsicosociale di ogni singolo paziente”.

Le tecniche manuali consistono in una grande serie di interventi passivi dove il fisioterapista utilizza le sue mani per gestire movimenti precisi volti a modulare il dolore, aumentare la gamma di movimenti articolari, ridurre o eliminare l’edema del tessuto connettivo, indurre il rilassamento, migliorare l’estensibilità del
tessuto contrattile e non contrattile e migliorare la funzionalità polmonare. Questi interventi implicano variabilità nelle tecniche e nei gradi di applicazione delle forze.